Il bitcoin è stato scambiato intorno a 86.600 dollari martedì 22 settembre 2026, in rialzo di circa il 6,7 per cento rispetto alla seduta precedente, dopo aver superato in successione le soglie di 80.000, 84.000 e 85.000 dollari. La capitalizzazione totale delle criptovalute è tornata sopra i 3.000 miliardi di dollari, per la prima volta dal gennaio 2026. Circa 648 milioni di dollari di posizioni ribassiste sono stati liquidati durante il movimento.
Una liquidazione di posizione ribassista avviene quando chi ha scommesso sul calo è costretto a ricomprare in fretta, il che amplifica meccanicamente il rialzo. La seduta ha coinciso con un contesto macroeconomico più favorevole alle attività rischiose: il rendimento dei titoli di Stato americani a dieci anni è sceso sotto il 5 per cento e il greggio Brent è calato al minimo da quasi due settimane. Anche gli indici azionari statunitensi sono saliti.
Nonostante il rimbalzo, il bitcoin resta circa il 32 per cento sotto il record assoluto di 126.198 dollari toccato nell'ottobre 2025 e circa il 24 per cento sotto il livello di un anno fa. L'indice Fear and Greed, che misura il sentimento del mercato, è salito a 78, in zona di avidità estrema. Le posizioni a leva sui contratti perpetui sono aumentate, il che accresce il rischio di movimenti bruschi in entrambe le direzioni.
Tre elementi daranno il tono alle prossime settimane: la prosecuzione o meno degli afflussi netti negli ETF spot, l'andamento dei tassi a lungo termine statunitensi e il livello di leva sui mercati dei derivati. Un rapido smontaggio delle posizioni a debito produce di solito cali netti quanto il rialzo che li ha preceduti.